Associazione Teatro di Roma

TEATRO NAZIONALE
direttore: Antonio Calbi
sale: Teatro Argentina, Teatro India

SEDE OPERATIVA E UFFICI
via de' Barbieri 21, 00186 Roma
telefono: 06 6840001
email: info@teatrodiroma.net
teatrodiroma.net

Teatro Argentina. Il Teatro Argentina, di proprietà della famiglia Sforza Cesarini, viene inaugurato il 13 gennaio del 1732 con l’opera Berenice di Domenico Sarro. Ma il luogo dove è situato ha una storia più antica: in corrispondenza del Teatro sorgeva la Curia Pompeii, dove Giulio Cesare fu ucciso e che Augusto decise di murare. Durò poco il veto, tanto che l’antica area teatrale venne restaurata e rimase in uso fino al V secolo dopo Cristo. Dopo l’inaugurazione del XVIII secolo, l’Argentina conquistò un ruolo di punta nell’offerta teatrale cittadina. Pur accogliendo spettacoli di ogni genere – raramente delle commedie – il teatro si apre alle feste del Carnevale di Roma per tutto il 700. Il 20 febbraio 1816 Rossini presenta all’Argentina, in prima assoluta, il suo Barbiere di Siviglia, ma la claque assoldata da Paisiello, autore di un altro e concorrenziale Barbiere, ne decreta inizialmente un tonfo. Alla seconda rappresentazione e da quel momento fu un trionfo. Il teatro accoglie anche i capolavori di Cimarosa e Donizzetti, mentre è del 1827 l’applauditissimo concerto che Paganini esegue nella sala sovrastante il vestibolo.
Nel 1849 vi debutta La battaglia di Legnano su musica di Giuseppe Verdi; i romani accorrono in massa per esultare l’opera del Maestro di Busseto, che diventa anche l’occasione per protestare contro lo Stato Pontificio e la presenza francese.
Quando nel 1870 Roma diventa Capitale, subendo una forte trasformazione urbanistica – con l’asse che unisce via Nazionale a Piazza Venezia e prosegue per piazza Argentina fino a corso Vittorio Emanuele II, suggellando la congiunzione tra la città laica e il Vaticano – l’Argentina viene a trovarsi al centro di questa rete viaria e sociale. Da allora l’edificio è acquisito dalla Municipalità cittadina come teatro di rappresentanza istituzionale. Dagli albori del ‘900 l’Argentina diventa un teatro di prima grandezza la cui vocazione è quella di dare spazio alla ricerca drammaturgica, valorizzando le nuove proposte, ospitando i grandi interpreti della scena italiana.

Teatro India. La ricerca di spazi non tradizionali per nuove forme sceniche è una necessità di tutto il teatro del 900 e molti sono stati gli esperimenti di ristrutturazione di edifici di archeologia industriale. In questo senso, il Teatro India rappresenta un’esperienza originalissima che bene sintetizza l’idea di un luogo aperto alla sperimentazione dei linguaggi artistici e da condividere. Situato nella cittadella dell’ex fabbrica Mira Lanza, un grande insediamento industriale sulle rive del Tevere in una zona della città fortemente evocativa, il Teatro viene associato simbolicamente con il Gazometro, che domina visivamente dall’altra sponda del fiume e che è ormai considerato un monumento contemporaneo, icona della Roma del Novecento. L’edificio storico ha i tetti spioventi, è diviso in tre navate e ricoperto di mattoni scuri, con le proporzioni delle due sale armoniche (e recentemente recuperata anche una terza) che consentono una frontalità scenica sia raccolta che profonda, ma allo stesso tempo sono spazi in cui vi si possono immaginare anche azioni teatrali a pianta circolare, itineranti, concentrate o su più livelli verticali, favorendo l’incontro con altre arti visive, la musica, la danza contemporanea. Le condizioni acustiche sono valorizzate dalle capriate in legno. Nella primavera del 1999, in attesa di un recupero globale della zona, una cospicua fetta dell’ex Mira Lanza fu acquistata dal Comune di Roma per essere destinata al Teatro di Roma come seconda sede: nasce il Teatro India, inaugurato il 7 settembre del 1999. Il nome “India” è stato scelto per richiamare, con immediatezza, la sede storica dell’Argentina. È un modo chiaro per comunicare alla città l’esistenza e la funzione di questo spazio; rafforza l’identità del Teatro di Roma e invita lo spettatore a pensare, attraverso la pluralità dei mondi, alla pluralità dei teatri e al viaggio come metafora della conoscenza, della sorpresa e dell’emozione teatrali