Teatro Stabile di Catania

TRIC
Direttore Laura Sicignano
sale: Teatro Giovanni Verga (Catania), Corte di Castello Ursino, Complesso Fieristico Le Ciminiere

SEDE OPERATIVA E UFFICI
c/o Complesso Fieristico "Le Ciminiere"
Plesso E7 Piazzale Asia, Catania
telefono: 095 7310811 . 856 . 888
email: info@teatrostabilecatania.it
teatrostabilecatania.it

Con Malìa, il 3 dicembre 1958, ebbe inizio l’esaltante avventura dell’allora Ente Teatro di Sicilia, dal 12 dicembre 1962 Teatro Stabile di Catania. Un gruppo di appassionati, capitanati da Mario Giusti e Tanino Musumeci, realizzando un sogno a lungo accarezzato, danno vita ad un Teatro destinato a divenire uno dei più prestigiosi d’Europa. Con loro (rispettivamente Direttore artistico e Presidente, il settore tecnico-organizzativo affidato a Pippo Meli) ci sono Turi Ferro, Ida Carrara e due capocomici della statura di Michele Abruzzo e Umberto Spadaro che, con Rosina Anselmi, Turi Pandolfini, Jole e Vittorina Campagna, Virginia Balistrieri, Eugenio Colombo, Rosolino Bua, appartenevano al ‘vecchio ceppo’ dell’eroico teatro siciliano.
Assai valide si sono rivelate le linee-guida seguite in quasi sessant’anni d’intensa attività. La valorizzazione del teatro siciliano di tradizione. La divulgazione, mediante pregevoli riduzioni, della grande narrativa isolana, come I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, Dal tuo al mio di Verga, I Vicerè di De Roberto, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, La lunga vita di Marianna Ucria di Maraini, Il birraio di Preston e La concessione del telefono di Camilleri. L’insistita frequentazione di Pirandello con messinscene come Liolà e Il berretto a sonagli con Turi Ferro o Il piacere dell’onestà e Enrico IV con Salvo Randone, ormai consegnate alla “storia” del teatro. L’allestimento di testi di forte impegno sociale, come quelli di Leonardo Sciascia e Giuseppe Fava. Spettacoli di notevole successo, come Pipino il breve di Tony Cucchiara con Tuccio Musumeci. L’attenzione ad una drammaturgia nuova, da Vincenzo Cerami a Emma Dante, da Filippo Arriva a Spiro Scimone.
«Un teatro dal cuore siciliano», per dirla con Giusti, ma aperto ai classici e ai contemporanei, da Euripide a Plauto, da Shakespeare a Molière, da Cechov a Ibsen, da Gorkij a Eliot, da Harwood a Schmitt. Ed ancora la «Scuola d’arte drammatica Umberto Spadaro». Un patrimonio ricchissimo che appartiene alla Città e al mondo teatrale.